L'Agriturismo Casale Ulivi è situato in una posizione strategica per visitare numerose città d'arte. Qui vi proponiamo solo alcuni dei possibili itinerari culturali.
L'Umbria, crocevia di influssi culturali e religiosi, custodisce una vera e propria collezione di capolavori e testimonianze del passato, che si sono arricchite nel tempo complici la bellezza della natura e la mistica dei luoghi.
Un'Umbria meno nota, meno conosciuta, l'Umbria sotterranea. Possiamo percorrere numerosi percorsi in grado di svelarci molteplici informazioni storiche e archeologiche che si vanno a sommare al già ricco patrimonio che abitualmente viene visitato. Partendo dal capoluogo umbro, troviamo la "Perugia sepolta" visitabile con un percorso meccanicizzato che penetra e attraversa nell'edificio della Rocca Paolina, tra i resti del quartiere medievale appartenuto alla Famiglia Baglioni. Oggi di quella poderosa struttura rimangono i resti del quartiere medievale con le antiche strutture abitative, alcune strade, cortili e piazzette, forni, botteghe e la duecentesca casa di Gentile Baglioni con la torre intatta e l'isolato di Ridolfo e Braccio Baglioni.
Anche Orvieto presenta un mondo sotterraneo, un labirinto di cavità scavate nel corso di tremila anni nel masso su cui sorge la città. Si può conoscere l'etrusca "Velzna", l'Ovieto medievale e rinascimentale in uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo.
Oltre 5 Km di cunicoli e gallerie, più di trenta cisterne, preromane, romane e medievali, cinquecento pozzi di varie epoche formano il ricchissimo patrimonio sotterraneo della città di Todi. La datazione dell'intero sistema è riferibile al I secolo a.C., quando la città di Todi divenne prima municipium, quindi Splendissima Colonia.
Narni con le strutture ipogee di S. Domenico offre l'occasione per un viaggio particolare della chiesa ipogea a navata unica coperta da volta a botte, con pareti scavate direttamente nella roccia e ricoperte da intonaco affrescato; oppure nell'ambiente in pietra bianca e rosa, sede in origine del Tribunale della Santa Inquisizione.
Di suggestivo interesse è anche Amelia che con i sotterranei di Piazza Matteotti presenta dieci sale di origine romane edificate nel III secolo a.C.
In Umbria è possibile ammirare alcuni capolavori assoluti della pittura italiana quattro-cinquecentesca.
Il Rinascimento sopraggiunse in Umbria con l'arrivo di alcuni famosi pittori fiorentini. Masolino da Panicale è stato probabilmente il primo fiorentino a lavorare in Umbria. Nel 1432 affresca nella chiesa di San Fortunato di Todi.
A Montefalco, nel 1452, il guardiano del convento francescano Fra Jacopo chiamò il pittore fiorentino Benozzo Bozzoli per la decorazione dell’abside della chiesa di San Francesco. Soggetto del ciclo di affreschi è La vita di San Francesco, illustrata in dodici episodi disposti in tre registri sovrapposti ed eseguiti con uno stile ricco di influssi giotteschi. Proprio agli affreschi di Giotto ad Assisi sembrano infatti ispirarsi le scene della Cacciata dei diavoli da Arezzo e il Sogno di Innocenzo III.
Già collaboratore di Beato Angelico ad Orvieto, Benozzo riscosse in Umbria un notevole successo, tanto che la sua presenza è documentata in molte città: Assisi, Foligno, Narni, nella cui Pinacoteca è conservata una bellissima Annunciazione, e naturalmente Montefalco, dove realizzò diverse opere anche per il Monastero di San Fortunato.
A Spoleto lasciò invece il suo ultimo lavoro un altro grande artista fiorentino: Filippo Lippi. Nel 1467 l’Opera del Duomo di Spoleto, su consiglio di Cosimo dei Medici, affidò all’ormai vecchio Filippo la decorazione dell’abside del Duomo, con Storie della Vergine (nel tamburo: Annunciazione, Transito della Vergine e Natività; nel catino: Incoronazione di Maria).
La fine del XV secolo vide il cortonese Luca Signorelli impegnato nella decorazione della Cappella di San Brizio del Duomo di Orvieto, appena iniziata nella volta dal Beato Angelico e Benozzo Bozzoli cinquant’anni prima. Capolavoro dell’arte di tutti i tempi, gli affreschi orvietani ruotano intorno al tema apocalittico della fine del mondo, incentrato sulle vaste rappresentazioni della Predica dell’Anticristo, del Finimondo, della Resurrezione della carne, del Giudizio Universale, dell’Inferno. Bellissima e giustamente famosa è la scena della Resurrezione della carne nella quale i corpi umani sono resi con una forza ed energia tali da far pensare che lo stesso Michelangelo, per la realizzazione della Cappella Sistina, abbia avuto presente gli affreschi del Signorelli.
Negli stessi anni a Perugia aveva fatto ritorno Pietro Perugino incaricato dal Collegio del Cambio di lavorare agli affreschi della Sala delle Udienze, una delle stanze facenti parte della sede cittadina della potente corporazione dei cambiavalute ed oggetto, tra il 1491 e il 1500, di un vasto intervento decorativo.
A Spello, infine, nel 1501, Bernardino di Betto detto il Pinturicchio venne ingaggiato da Troilo Baglioni per decorare la cappella di famiglia nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Gli affreschi, che rappresentano nelle pareti L’Annunciazione, La Natività e il Cristo tra i Dottori e, nelle volte, le quattro Sibille, sono tra gli esiti più felici del pittore perugino.
Se siete appassionati di arte contemporanea l’Umbria può regalarvi piacevoli sorprese….
Iniziamo da Città di Castello che ospita la collezione del suo cittadino più illustre: Alberto Burri. Burri, una delle personalità più importanti del panorama artistico del secondo dopo guerra, a partire dagli anni ’50 abbandona il medium tradizionale del colore ad olio e sceglie la materia come protagonista assoluta della sua arte. Con le serie dei Sacchi, dei Ferri, delle Plastiche, del Legno, dei Cretti, l’artista evidenzia tutte le possibilità espressive della materia presa di per se stessa: una materia povera e inconsueta.
A Perugia, nei primi anni del XIX secolo, un gruppetto di giovani artisti mostrò interesse per le teorie di Filippo Tommaso Martinetti, padre del Futurismo, i cui echi ancorché confusamente stavano giungendo anche in provincia. Leader indiscusso del gruppo perugino fu Gerardo Dottori, uno dei protagonisti del Futurismo italiano, tra i primi fondatori dell’aeropittura. Palazzo Penna, nel cuore di Perugia, ospita al suo interno alcuni tra i capolavori di Gerardo Dottori, come il celebre Trittico della Velocità.
Interessante e insolita è anche la collezione d’arte contemporanea di Villa Fidelia a Spello. La bella palazzina cinquecentesca è sede di interessanti mostre temporanee.
Nel cuore di Trevi, cittadina poco distante da Spoleto, all’interno del cinquecentesco Palazzo Lucarini si trova invece il Trevi Flash Art Museum of Contemporary Art, museo che organizza mostre temporanee, personali o collettive, dei più interessanti artisti della scena italiana e internazionale.
A Spoleto si può visitare la Galleria civica di Arte moderna e contemporanea, ospitata, dal 2000, negli splendidi locali del Palazzo Collicola, antica residenza cittadina della nobile famiglia dei Collicola.
Il nucleo centrale della raccolta è costituito dalle opere del “Premio Spoleto”, un’importante rassegna artistica che si svolse nella città tra il 1953 e il 1968. In questa sezione rientrano i lavori di Mario Ceroli, con le sue sagome di legno, e di Pino Pascali, presente con una delle sue più celebri installazioni: “Il Mare” del 1966. Un’intera sala è infine dedicata a Sol Le Witt, artista concettuale americano che amò particolarmente la città umbra tanto da risiederci più volte.