Agriturismo Todi Umbria: Casale degli Ulivi

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Agriturismo Todi Umbria: Casale degli Ulivi


Todi: tra leggenda e tradizione

Todi, secondo un recente studio condotto da ricercatori americani, risulta essere la città più vivibile del mondo. Città che ha saputo mantenere una propria integrità urbanistica storica, amalgama perfetto delle diverse epoche che la videro protagonista.

panorama di Todi

Venne fondata nel 2707 a.C. dalla tribù italica dei Veii Umbri guidata da Tudero. Narra un’illustre leggenda che l’elezione del luogo in cui edificare il nuovo insediamento, da parte della popolazione umbra, fu determinato da un magico prodigio. Una notte, un’aquila comparve d’improvvisò e rubò il drappo rosso su cui i neo conquistatori avevano depositato il proprio cibo; il rapace, impugnato fieramente il trofeo, si levò al cielo e raggiunse la cima della collina soprastante.

Tale gesto venne interpretato come un presagio divino: la nuova città sarebbe sorta nel luogo indicato dall’aquila. Fu così che nacque Tudere, rocca di Tudero, che ancora oggi nel proprio stemma riporta l’effige di un’aquila che cinge un drappo rosso. In seguito, la città consacrata al Dio Marte, fu denominata “Marzia”: ne è riprova il ritrovamento, nel 1837, della famosa statua di Marte ,ora conservata ai Musei Vaticani.

L’assorbimento della città nel territorio etrusco decretò uno scivolamento semantico di denominazione: Tudere divenne Tutere, nella accezione di “confine”, ossia limite del dominio etrusco alla sinistra del fiume Tevere. Decenni e vicissitudini trasformarono la città in terreno di scontro tra etruschi e romani, fino a quando Ottaviano Augusto ( I sec. d.C.) dispose la donazione della città ai propri veterani, i quali si preoccuparono di rimuovere completamente la presenza etrusca sul territorio. Testimonianza della dominazione romana sono le porte Libera, Catena, Aurea, il teatro, l’anfiteatro e i tempi dedicati alle divinità pagane di Giove, Marte e Minerva, il foro caratterizzato da imponenti cisterne d’acqua e la piazza del Mercato Vecchio in cui imperano i grandiosi Nicchioni Romani, quattro volte, alte 11 metri e spesse 6 metri, costruite in travertino e sormontate da un cornicione con bassorilievi.

In epoca medioevale, la città venne convertita al cristianesimo e, dopo soprusi e saccheggi da parte della popolazione longobarda, la vittoria dei Franchi di Carlo Magno decretò l’istituzione del sistema feudale e una nuova rinascita delle attività cittadine.

L’anno 1000 segnò il passaggio all’autonomia: in questa data, infatti, Todi divenne un Libero Comune, sebbene cominciarono le prime lotte intestine, le prime rivalità fratricide con i Comuni nemici di Orvieto e Spoleto, con lo scopo di guadagnare una maggiore espansione territoriale.

Nel secolo XIII la cittadina si sviluppò considerevolmente, grazie alla creazione di numerosi edifici che serbano, ancora oggi, il “profumo” della tradizione e di un passato incorrotto.

la piazza di TodiNella parte alta di Todi venne realizzata una delle piazze più belle d’Italia: Piazza del Popolo. Su questa piazza si affacciano monumenti di preziosa fattezza e qualità artistica, come il Palazzo del Capitano del Popolo, edificato nel 1291, costituito, a piano terra, da un’ampia loggia sorretta da un pilastro centrale e coronata, al piano superiore, da trifore gotiche. Questo palazzo è contiguo, unito da scalone esterno, al Palazzo del Podestà o del Popolo, uno dei più antichi palazzi comunali italiani.

L’edificio, dallo stile gotico-lombardo, venne realizzato tra il 1214 e il 1228: al primo piano, attualmente, ha sede il Museo Lapidario, mentre al terzo, aggiunto nel secolo successivo, sono ospitati la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco-Romano.

La costruzione del mirabile Duomo della Santissima Annunziata, precedente rispetto a quella dei palazzi pubblici, fu intrapresa dai maestri comacini sulle rovine di un antico tempio pagano. Il Duomo consta di tre portali ogivali e ha una pianta a croce latina, suddivisa in tre navate, tipica del XI sec: all’interno si può apprezzare un prezioso crocifisso di scuola umbra del XIII sec.

Nel 1292 inizia l’erezione del Tempio di San Fortunato, in onore del patrono e vescovo della città. L’esecuzione venne guidata dai francescani fino alla devastante peste del 1348: i lavori ripresero dal 1408 al 1464, benché la facciata permase incompiuta a seguito della morte del suo costruttore, Giovanni Santuccio da Spoleto. La Chiesa, tuttavia, mantenne lo stile originario gotico, con un impianto “a sale”, mentre nella cripta vennero deposte le reliquie dello scrittore duecentesco Jacopone da Todi. Vicino al Tempio, si trova il Carcere di San Cassiano, antica cisterna romana, successivamente oratorio e un tempo custode delle reliquie di San Fortunato.

L'instabilità politica e militare tuderte perdurò per tutto il XVI sec. allorché, dopo varie dominazioni (la più importante quella della famiglia Atti) Todi entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio (salvo la parentesi napoleonica) rimase sino al 1860 quando, con la nascita dello Stato Italiano, diventò italiana.

Chiesa di Santa Maria della Consolazione

Risale al periodo cinquecentesco l’edificazione della Chiesa dedicata a S. Maria della Consolazione. Il progetto e disegno originale venne attribuito al Bramante: una cattedrale maestosa, con pianta centrale (tipicamente rinascimentale) ubicata al di fuori delle mura cittadine .

Del 1591-95 è il Tempio del S.S. Crocifisso, nella cui cripta sono conservate le spoglie dei cinque santi protettori di Todi: S. Fortunato, S.Callisto, S. Cassiano, S.Degna e S. Romana.

Un’ultima notazione per la Biblioteca cittadina in cui è custodito un patrimonio culturale di inestimabile pregio: 246 manoscritti del X- XIV sec, 66 incunaboli e 1517 cinquecentine.




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